Gianni Pais Becher e Mauro Corona nel 2019, 35 anni dopo la Spedizione Internazionale in Groenlandia.


1986, da sinistra Peter Podgornik, Gianni Pais Becher e Ferruccio Svaluto Moreolo sotto la parete nord dell'Ingollfjeld in Groenlandia Orientale.
 
1986: Spedizione alpinistico - scientifica in Groenlandia Orientale. Lo scopo era quello di aprire una via nuova sulla difficile parete nord dell'Ingolffjeld meglio conosciuto come l'Eiger della Groenlandia.
A quello si è aggiunta una spedizione scientifica organizzata in collaborazione con il Centro Studi Ligabue di Venezia ed il Museo di Storia Naturale della stessa città. Oltre alla via nuova sull'Ingolffjeld Gianni, Alziro e Ferruccio hanno aperto una via nuova sulla parete est del invitato Ortunuviaq. La montagna rocciosa che separa il mare di Groenlandia, parte dell'oceano Atlantico, dall'isola di Ammassalik. L'Ortunuviaq è amato dai navigatori, perché nei giorni di nebbia, indica l'inizio del fiordo Tasiillaq che conduce nel più grande porto della costa Orientale della Groenlandia e al villaggio di Tasiilaq.
Partecipanti:
Gianni Pais Becher (capospedizione), Peter Podgornick e Ferruccio Svaluto Moreolo (alpinisti).
Lorenzo Bonometto, Francesco Mezzavilla e Luca Missan (ricercatori).
Pierantonio Zago e Sergio De Longhi (radioamatori).
 
1989: Gianni Pais Becher organizza un altra spedizione in Groenlandia Orientale alla quale partecipano: 
Gastone Lorenzini (finanziatore ed alpinista) e la guida alpina di Misurina Elziro Molin Poldedana.
Anche durante questa spedizione, abbiamo salito alcune cime nuove che portano a oltre cinquanta montagne inviolate il totale delle cime salite durante le sei spedizioni in Groenlandia Orientale guidate da Gianni Pais Becher.
I reportage completi delle spedizioni sono stati riportati dalle riviste del settore: 
Rivista mensile del C.A.I., Lo Scarpone, Alp ed American Alpine Journal. L'Istituto Geodetico Danese con sede a Copenaghen, ha ricevuto le relazioni complete di mappe, dove sono segnate la localizzazione delle cime. Inoltre il Centro Studi Per La Montagna di Torino ha chiesto ed ottenuto tutte le notizie  e le mappe delle sei spedizione effettuate in Groenlandia.

Potete visitare il sito completo delle sei spedizioni:

​https://www.lavaredosport.com/groenlandia.html














 
Nel 1990 inizia il lungo viaggio che porterà Gianni Pais Becher in Asia, durante gli anni: 1990, 1991, 1992, 1995, 1997.
Dapprima in Mongolia dove riceverà l'importante incarico di rappresentante ufficiale in Europa, del Mongol Altai Club e della Mongolian Mountaineering Union.
In Mongolia salirà alcune cime inviolate e la montagna Sacra dell'Otgon Tenger. In seguito raggiungerà l'Amdo Tibetano, portandosi fin alle sorgenti del fiume Giallo e salendo una cima inviolata nel gruppo dell'Amnye Machen, la montagna Sacra ai tibetani. 
La montagna, intorno alla quale hanno pregato in ginocchio migliaia di tibetani, è stata resa famosa dall'esploratore Leonard Clark, che l'aveva quotata come la più alta del mondo. La montagna è stata difesa e guardata a vista nei secoli, dalla tribù degli Golok o Ngolok. Uomini e donne dai tratti somatici fieri che si differenziano da quelli dei cinesi e degli stessi tibetani.

















































Dopo quest'incontro con il Presidente del Mongol Altai Club Zorig Randzabarin e lo scambio dei doni, Gianni ha ricevuto

la tessera del Club e l'incarico di rappresentante ufflciale della Mongolian Mountaineering Union e del 

Mongol Altai Club in Italia .







































































Ane Kuitse e Ferdinan Maqe i primi Inuit della storia dell'alpinismo a scalare alcune cime inviolate 

dedicandole al villaggio di Tasiilaq e di Tiniteqilaq sulla vetta della cima Tasiilaq a mezzanotte, insieme a Gianni Pais Becher. Foto di Fabio Delisi.

Gianni sul altopiano sottostante la catena montuosa degli Altai, tenta di fare amicizia con l'aquila che  i Kasaki usano nelle battute di caccia. Invitato dopo la scalata di una cima inviolata sugli Altai compiuta dagli alpinisti mongoli del deserto dei Gobi ie gli italiani Alziro Molin e Gianni Pais Becher. La cima è stata denominata "Mongolia Italia".


Da sinistra: Eraldo Pais Becher, Alberto Berti, Claudio De Zordo, Giuseppe Macchietto, Elziro Molin Poldedana e Giovanni Pais Becher (Gianni).
Tornati dalla Groenlandia Orientale - Distretto di Angmassalik, dove nel 1974, nella zona compresa tra il ghiacciao Karale ed il Ghiacciaio Knud Rasmussen hanno salito molte cime inviolate e percorso alcuni ghiacciai sconosciuti.

Di ritorno da una delle tante scalate a cime inviolate compiute da loro e dagli altri componenti la Spedizione Alpinistica, organizzata per festeggiare il centenario di fondazione della Sezione Cadorina del C.A.I. di Auronzo di Cadore. 
Nella zona compresa tra il ghiacciao Karale ed il Ghiacciaio Knud Rasmussen abbiamo salito molte cime inviolate e percorso alcuni ghiacciai sconosciuti.La spedizione era stata organizzata per festeggiare il Centenario di fondazione della Sezione Cadorina del C.A.I diAuronzo. Con Alziro, Claudio ed Alberto,  ancor adolescente ed io alcuni anni più giovane di loro, ho imparato ad arrampicare ed abbiamo vissuto molte vicende liete tra le nostre Crode di Auronzo e Misurina. 
Adesso loro *SONO ANDATI AVANTI*, ma resteranno sempre in fondo al mio cuore. Grazie amici Alziro, Claudio ed Alberto, per tutto quello che mi avete insegnato e per tutto il tempo lieto: ore, giorni e mesi che abbiamo trascorso insieme.

SULLE MONTAGNE DEL MONDO

ON THE WORLD'S MOUNTAINS

Montagne della Groenlandia Orientale viste dalla Cima Tasiilaq  a mezzanotte.

International expedition to East Greenland, Angmagssalik area. Members: Italians Gianni Pais Becher (leader), Antonio Colli, Mauro Corona, Maurizio Dall’Omo, Luciano de Grignis, Fabio Delisi, Lino Di Lenardo, Roberto Mazzilis, Cristina Smiderle, Luciano Zardini; Slovenes  Peter Podgornik, Janko Humar; Greenlanders Ane Kuitse, Ferdinan Maqe. 28 new routes, 20 first ascents in Kristian Glacier area of peaks between 2000 and 3240 meters; several ascents of UIAA V to VI difficulty. AAJ, 1985, p. 221.
Tratto dal annuario del American Alpine Club 1988

Cristina Smiderle e Mauro Corona in vetta a una cima inviolata con il sole di mezzanotte  nel 1984

Questa foto è stata scattata a mezzanotte del 1 luglio 1984 sulla vetta inviolata della Groenlandia Orientale, poi battezzata Cima Tasiilaq, per ricordare il villaggio del Distretto di Angmagssalik dove nel 1884, l'esploratore danese Gustav Holm stabilì contatto con 413 esquimesi Tunumiut, di cui si ignorava l'esistenza. La foto scattata da Ane Kuitse a mezzanotte, ritrae Gianni Pais Becher, guida alpina di Auronzo di Cadore, che ha voluto organizzare una spedizione alpinistica Internazionale per ricordare i 100 anni di quell'incontro che ha cambiato per sempre il destino della popolazione Tunumiut.
Ane Kuitse e Ferdinan Maqe, discendenti diretti di quella popolazione, hanno voluto partecipare direttamente all'evento.
This photo was taken at midnight on July 1, 1984 on the summit of the unclimbed East Greenland, then called Cima Tasiilaq, to remember the Village District Angmagssalik where in 1884, the Danish explorer Gustav Holm established contact with 413 Eskimos Tunumiut, of which you did not know existed. The photo taken by Ane Kuitse portrays Gianni) Pais Becher, mountain guide Auronzo, who wanted to organize an international mountaineering expedition to commemorate the 100 years of encounter that has forever changed the destiny of the population Tunumiut.
Ane Kuitse Maqe and Ferdinand, direct descendants of that people, who wished to participate directly in the event..


CURRICULUM DELLE VIE NUOVE E CIME INVIOLATE SULLE DOLOMITI

-16 agosto 1964 sugli Spalti di Toro via nuova sulla parete nord della Cima Both. Pubblicata nel volume II° “Le Dolomiti Orientali” di A.e C Berti alla pagine 159. Nel“Libro d’Oro delle Dolomiti di Severino Casara” alla pagina 537 n°808.

-18 agosto 1964 sugli Spalti di Toro via nuova alla parete  nord -ovest della Cima Emilia. Pubblicata nel volume II° “Le Dolomiti Orientali” di A.e C Berti alle pagine 155 156. Nel“Libro d’Oro delle Dolomiti di Severino Casara” alla pagina 537 n°810.

-7 giugno 1966  sulla Croda Da Campo (Popera) via nuova sula parete Sud-Est.  Pubblicata nel volume 1° parte 2° “Le Dolomiti Orientali” di A.e C Berti alla pagine 411. Nel“Libro d’Oro delle Dolomiti di Severino Casara” alla pagina 541 n°888.

13 agosto 1967 via nuova sulla Punta dell’Agnello con Claudio De Zordo ed Eraldo Pais Becher nel gruppo della Croda dei Toni. Pubblicata nel volume 1° parte 2° “Le Dolomiti Orientali” di A.e C Berti alla pagine 308 e su Alpi Venete Primavera Estate 1969 pagina 72. Nel“Libro d’Oro delle Dolomiti di Severino Casara” alla pagina 544 n°948.

- 30 luglio 1972 prima assoluta al Campanile  al quale abbiamo dato il nome “Orsolina”per parete nord-est (Popera).  Pubblicata nel volume II° “Le Dolomiti Orientali” di A.e C Berti alla pagine 398. Nel“Libro d’Oro delle Dolomiti di Severino Casara” alla pagina 107.

- 7 agosto 1972 prima assoluta al Campanile  al quale abbiamo dato il nome “Larese” per parete sud (Popera).Pubblicata nel volume II° “Le Dolomiti Orientali” di A.e C Berti alla pagina 398. Nel“Libro d’Oro delle Dolomiti di Severino Casara” alla pagina 107.

- 30 giugno 1973 Via nuova al Pupo parete est Marmarole Con Quinto e Mario Da Pra di Lozzo. Dedicata a mia figlia Tatiana nata il 15 novembre 1972. Pubblicata sulle Alpi Venete Primavera Estate 1975 pagina 76. Pubblicata anche sulle Alpi Venete Autunno Natale 1973  a pagina 182. Nel“Libro d’Oro delle Dolomiti di Severino Casara” alla pagina 1174.

- 5 e 6 settembre 1973 via nuova sulla Sella Ovest Marmarole, per parete nord con Alziro Molin. Pubblicata sulle Alpi Venete Primavera Estate 1975 pagina 76. E con relazioni complete Pubblicata sulle Alpi Venete Autunno Natale 1973  a pagina 182. Nel“Libro d’Oro delle Dolomiti di Severino Casara” alla pagina 1188.

- 6 settembre 1973 via nuova sulla cima Nord di Vallonga Marmarole, con Alziro Molin. Pubblicata sulle Alpi Venete Primavera Estate 1975 pagina 76. Nel“Libro d’Oro delle Dolomiti di Severino Casara” alla pagina 1189.

Giugno 1975 via nuova al Ciarido nord-est gruppo Marmarole sottogruppo Ciastelin per parete sud-est con Dario Sacchet. 

- 21 agosto 1975 prima assoluta due cime nuove nel Gruppo del Popera che abbiamo  dominato Cima Giuseppe Corte e Cima Silvia. Pubblicata sulle Alpi Venete alla pagina 103 della Primavera -Estate del 1986.

- 5 settembre 1975 via nuova per parete sud-est della Croda degli Alpini sulla Cima Ovest delle Tre Cime di Lavaredo con Dario Sacchet. Pubblicata sulle Alpi Venete nella Primavera -Estate 1977 a pagina78.

- 3 settembre 1977 via nuova sulla Punta dell’Agnello per cresta est. Gruppo della Croda dei Toni. Pubblicata sulle Alpi Venete Autunno Natale 1978 pagina 195 con Tiziano Vecellio Segate.

- 18 settembre 1980 via nuova sulla Croda Alta di Somprade gruppo delle Marmarole per parete est con Gabriella e Piero Brunori. Pubblicata sulle Alpi Venete Autunno Natale 1980 pagine 194-195.

- 26 settembre 1980 via nuova sulle Pale di Lavaredo nel gruppo delle Tre Cime di Lavaredo per parete ovest con Daniele Zandegiacomo. Pubblicata sulle Alpi Venete Autunno Natale 1980 pagina 195.

-1 agosto 1984 prima assoluta alla Torre che abbiamo denominata Paola nel Gruppo della Croda dei Toni. Pubblicata sulle Alpi Venete alla pagina 102 nella Primavera-Estate del 1986.

- 1 agosto 1984 via nuova sulla Cima Pezzios Nord per parete nord nel Gruppo della Croda dei Toni. Pubblicata sulle Alpi Venete alla pagina 102-103 nella Primavera-Estate del 1986.

- 19 settembre 1985 prima assoluta alla parete nord della Torre che abbiamo denominato “Firenze”. Pubblicata sulle Alpi Venete alla pagina 203 nella Autunno Inverno del 1985.

- 25 settembre 1986 via nuova sulla Cima Gravasecca nel gruppo della Croda dei Toni con Ferruccio Svaluto Moreolo e Gastone Lorenzini. Pubblicata sulle Alpi Venete alla pagina 229 Autunno-Inverno 1986.

-28 settembre 1986 via nuova suila Cima Sud dei Gemelli nel Gruppo dei Cadini di Misurina per parete est con Barbara Vecchi. Pubblicata sulle Alpi Venete alla pagina 228 Autunno-Inverno 1986.

- 5 ottobre 1986 sul Cadin di San Lucano la cima più alta dei Cadini di Misurina per il Pilastro nord-est con Mauro Frigo. Pubblicata sulle Alpi Venete alla pagina 228 Autunno-Inverno 1986.

- 22 agosto 1987 via nuova per parete nord della Croda di Somprade con Tiziano Vecellio Segate. Pubblicata sulle Alpi Venete alla pagina 200 Autunno Inverno e 1987-88 pagina 220.

- Primo settembre 1987 prima assoluta nel gruppo della Croda dei Toni sul Torrione che noi abbiamo denominato “Cadore”. Insieme a Ferruccio Svaluto Moreolo  e Gastone Lorenzini. Pubblicata sulle Alpi Venete alla pagina 201 Autunno Inverno del 1987-88.

- 9 settembre 1988 via nuova sulla Cima Sella Est gruppo delle Marmarole con Ferruccio Svaluto Moreolo e Gastone Lorenzini. Pubblicata sulle Alpi Venete alla pagina 250 Autunno Inverno.

- 1989 via nuova sui Gemelli Cima Sud dei Cadini di Misurina la via più lunga di tutti i Cadini con Barbara Vecchi e Riccardo Capocaccia. Pubblicata dalla Guida Alpina Mauro Bernardi sul volume delle Guide Più Belle delle Dolomiti di Cortina d’Ampezzo e dintorni edizione 2005 di Athesia Spectrum e presente in tutte le edizioni successive.
La via è stata ripetuta da moltissime cordate.


Con Alziro Molin e Gastone Lorenzini ne ho scalate altre delle quali sto ancora cercando i dati. Anche un via nuova sulla Cima Tiziano nelle Marmarole alla fine della Vallonga sopra il bivacco.

L’ultima cima inviolata è stata quella del 9 settembre1999 effettuata con il cliente e amico Gastone Lorenzini di Firenze nel Gruppo della Croda dei Toni, nel ramo dei Campanili del Marden, che Gastone ha voluto denominare Torrione Panathlon International. 

Dal 1974 al1989 ho continuato a fare alpinismo e aprire vie nuove su montagne inviolate nel mondo.


SCUOLA MILITARE ALPINA AOSTA.
 Dai 16 ai 19 anni:
 Sono entrato nell’esercito, su consiglio di un Colonnello che avevo accompagnato sulla Cima Piccola di Lavaredo.
 Dapprima come allievo sergente e assegnato alla Scuola Militare Alpina di Aosta, caserma Monte Bianco di La Thuile. 
  Dopo i corsi per istruttore di arrampicata e di sci divento istruttore agli Ufficiali di carriera che escono dall’Accademia di Modena. Alcuni dei miei allievi, con il trascorrere degli anni diventano generali e vengono a salutarmi a Misurina,
 In questi anni riesco a scalare molte cime del Gran Paradiso, Monte Bianco e Monte Rosa. 

 Il 27 luglio1967 effettuo la prima scalata solitaria alla parete nord del Monte Emilius (3359 m.) la possente montagna che sovrasta la città di Aosta.  
 Questa vien pubblicata sulla Guida dei Monti d’Italia “EMILIUS ROSA DEI BANCHI” a pagina 116, e su Summit Post Org. Climbing. 
 Nel 1967 frequento anche il corso per Portatore, così venivano chiamati gli Aspiranti Guide Alpine dal quale esco primo del corso.
 Nel 1969 mi congedo e decido che voglio fare la Guida Alpina per sempre.
 A luglio sono assunto nella Capanna Quintino Sella sul Monte Rosa a 3585 metri dove faccio il portatore da Gressoney con una portantina di legno carica al inverosimile e Guida ai clienti che vogliono salire sul Lyskam e sul Castore.

SOCCORSO ALPINO
 Ritornato sulle mie Dolomiti, scalo montagne e talvolta sono coinvolto
In diversi Soccorsi Alpini, finché nel 1972 ricevo l’invito ufficiale di entrare nel Soccorso Alpino della Provincia di Belluno e mi danno la matricola 6892 e la tessera.
 Allora non avevamo gli elicotteri come aiuto e dovevamo andaread effettuare Soccorsi anche di notte.
 Ormai il Soccorso Alpino dei soli volontari non era più sufficiente e i primi a capirlo furono le Guide Alpine Natalino Menegus di San Vito di Cadore, Roberto Lagunaz di Agordo, Angelo Falciola e Renzo Rossi nel 1981.

Fondarono la  società Elidolomiti che oltre a operare nel trasporto di materiali in alta montagna e lo spegnimento degli incendi, pensò bene di operare anche nel Soccorso in parete che necessitava di elicotteri più piccoli e agili per portare a termine i soccorsi più difficili in parete. 
 Costruirono una cesta di metallo con una porta che si apriva e con il Lama, utilizzando il gancio baricentrico attaccato sotto l’elicottero nella parte centrale, riuscirono ad effettuare numerosi salvataggi di notevole difficoltà.
 Il Lama era guidato dal  bravissimo pilota Renzo Rossi che era anche Direttore Operativo dell’Elidolomiti. I loro successi vennero copiati in seguito in tutta Italia.
 Merito di Natalino Menegus e Soci e ai dirigenti del Soccorso Alpino se viene riconosciuta dapprima dalla Provincia di Belluno e in seguito anche dalla Regione del Veneto, l’importanza dell’uso dell’elicottero nelle operazioni di Soccorso Alpino con conseguente finanziamento.
 Il 9 agosto 1986 con l’interessamento e la direzione del Dottor Angelo Costola di Lorenzago, viene costituito con sede ad Auronzo di Cadore il SUEM 118 patrocinato e finanziato dalla Regione del Veneto.
A Natalino Menegus, al Dottor Angelo Costola si affianca anche il Delegato del CNSAS Angelo Devich per assicurare un finanziamento continuo all’attività di Elisoccorso presso la Regione del Veneto.
 Natalino Menegus  nel 1980 mi fece provare sull’Antelao il soccorso con la cesta e operai alcuni salvataggi con questo nuovo ritrovato.
Finché il Dottor Angelo Costola mi chiese se me la sentivo di essere chiamato a effettuare Soccorsi con il nuova elicottero Ecureil che stazionava ad Auronzo operando in tutta la Provincia di Belluno. 
Nel 1987 la sede del Suem viene spostata presso l’ospedale di Pieve di Cadore dove il Dottor Angelo Costola era ii dirigente e  dove viene realizzata una centrale dotata di mezzi moderni utili al Soccorso.
Consigliai Angelo di organizzare turni di tre giorni da parte di tutte le Guide Alpine della Provincia di Belluno. 
Nel 1988 con la collaborazione continua del SUEM di Pieve di Cadore e del Soccorso Alpino Bellunese nasce ufficialmente il servizio di Elisoccorso.
Ai Lama, si affianca un eliambulanza Ecureil B2 dell’Elidolomiti che opera con il gancio Baricentrico in difficili Soccorsi sulle pareti delle Dolomiti. 
Operai nel Elisoccorso del Suem fino al 1994, quando decisi di lasciare Il posto ai più giovani.

Dovuto anche in seguito ad un grave incidente che mi occorse durante un operazione di Soccorso nel 1989 el quale tuttora porto le conseguenze.

FIRENZE
 Nel 1985 mi chiamò il Presidente Giuseppe Vecellio Segate della Magnifica Comunità di Cadore, chiedendomi se ero in grado di formare un gruppo di Guide Alpine e Soccorso Alpino per effettuare una dimostrazione alpinistica in Piazza della Signoria a Firenze in occasione della “Settimana del Cadore a Firenze” Io accettai e formai un gruppo
Composto  dal sottoscritto e Piero Vecellio Salto, Antonio Vecellio Del Frate e Nicola Molin Poldedana Guide Alpine. Bruno Caldart e Francesco Vecellio Patis in rappresentanza del Soccorso Alpino. 
Alla presenza di circa 12 mila persone in Piazza dell Signoria con il naso all’insù, e della Fanfara della Brigata Cadore gli alpinisti cadorini hanno dimostrato la loro perizia alpinistica che ha colpito i fiorentini soprattutto con le calate in corda doppia e la calata di un finto ferito in una barella, con il soccorritore.

GROENLANDIA 1982
 da Sin. in alto: Stefano Sinuello, Maurizio Dall'Omo, Gigi Dal Pozzo, Oliviero Olivier, Nico De Santa, Anna Sberla, Tonino Cella, 
Daniele Zandegiacomo e Gemignano Veritti. In basso da sin.: Gianni Pais De Gabriel,  Enea Gavazzi,
Gianni Pais Becher, Ferruccio Svaluto Moreolo e Marino Di Lenardo.

Durante gli spostamenti per  il campo base, abbiamo trainato le slitte carichi di tutto il materiale ed i viveri.

Temujin il futuro Genghis Khaan, Imperatore del Mongoli aveva trovato rifugio in una grotta.  la stessa grotta dove il Governatore J. Dashdong, il primo a sinistra, Governatore di Delgerhaan, nel  maggio del 1992, mi ha accompagnato a conoscere la vera storia dei mongoli. Compresa Agui Aurag dove Temujin è stato eletto Imperatore dei mongoli.


Nella foto gli alpinisti partecipanti alla Spedizione Internazionale Alpinistica in Groenlandia del 1984:

Da sinistra in piedi: Mauro Corona, Ane Kuitse, Ferdinan Maqe, Cristina Smiderle, Maurizio Dall'Omo, Gianni Pais Becher (capospedizione), Luciano Zardini (Lares) e Peter Podgornik. In basso da sinistra: Roberto Mazzilis, Fabio Delisi, Luciano De Crignis, Lino Di Lenardo, Janko Humar ed Antonio Colli.
Durante la spedizione sono state salite ben 20 cime inviolate ed aperto 28 vie nuove, tra le quali alcune di estrema difficoltà. 
Per la prima volta nella storia dell'alpinismo, due Inuit: Ane Kuitse e Ferdinand Maqe, hanno preso parte attivamente ad una spedizione alpinistica. 
Una delle cime inviolate da loro scalate è stata chiamata Cima Tasiilaq, il nome del villaggio dove sono nati e cresciuti. Un altra è stata chiamata cima Tiniteqilaq, un piccolo villaggio sul fiordo Sermilik. 
Lo scultore Mauro Corona ha inoltre effettuato un interessante interscambio di tecniche di incisione con i più affermati scultori di Angmagssalik. Vicino al porto del villaggio di Tasiilaq, abbiamo allestito un improvvisata palestra di roccia, dove i bambini hanno imparato la tecnica di arrampicata, dimostrando doti di equilibri eccezionali. 

1982 VENETI E FRIULANI IN GROENLANDIA ORIENTALE

Raggiungevamo le cime inviolate sotto il sole di mezzanotte

Gianni viene accolto sulle montagne degli Altai in Mongolia nel 1992, da una famiglia di Uriankhai che gli dona anche un cavallo che purtroppo non posso portare in Italia. Mi dicono che è il mio cavallo che loro governeranno fino al mio ritorno. 

Gianni Pais Becher sul famoso incrocio di diversi ghiacciai nella regione montuosa della Groenlandia Orientale denominato Femstjernen.  

Durante la Spedizione Alpinistica Veneto Friulana del 1982, abbiamo attraversato a piedi con zaini pesantissimi per piantare il Campo Base all'incrocio tra il Glacier de France e il Porquoi Pas Gletscher. Da dove ci siamo sparsi in vari gruppi tra il Champs Elysees Gletscher e il Kristian Gletscher, compiendo numerose prime ascensioni, con difficoltà fino al settimo grado.
Italian expedition to East Greenland, Angmagssalik area (Club Alpino Italiano, Veneto-Friulana). Members: Gianni Pais Becher (leader), Daniele Zandegiacomo, Ferruccio Svaluto Moreolo, Maurizio Dell’Omo, Gianni Pais Gabriel, Oliviero Di Zoldo, Gigi Dal Pozzo. 10 first ascents of from 1900 to 3270 meters between Kristians Glacier, Femstjerne and Glacier de France. AAJ, 1983, p. 180; RCAI, 1983, 3/4; C1SDAE. 
Tratto dal annuario del American Alpine Club 1988.

Componenti la Spedizione Veneto Friulana del 1982 nella Groenlandia Orientale: in alto da sin. Nico De Santa, Gianni Pais Becher (capospedizione), Marino Di Lenardo, Gianni Pais Gabriel, Anna Sberla, Lucio Anziutti, Oliviero Olivier, Tonino Cella, Gigi Dal Pozzo e Maurizio dall'Omo. In basso da sin.: Gianni Pais Gabriel, Enea Gavazzi, Gianni Pais Becher, Ferruccio Svaluto Moreolo e Marino Di Lenardo.

1982: Attraversata aerea per superare un fiume sul ghiacciaio Kristian in Groenlandia. 
Già nel 1982 avevamo verificato che era in atto lo scioglimento intensivo dei ghiacci della Groenlandia.

Nel 1984 abbiamo trainato a piedi le slitte cariche di tutto il nostro materiale ed i viveri.

Il 2 luglio 1991 Bold Baatar, Gianni Pais Becher ed Edy Gansbacher raggiungono la vetta dell'Otgon Tenger

*La Montagna Sacra della Mongolia* per una via nuova.
Durante la salita incontrano i resti di un aereo caduto su quella montagna molti anni prima. Nella foto l'alpinista del Mongol Altai Club Bold Baatar e Gianni Pais Becher  sulla vetta. Foto di Edy Gansbacher

Gianni, Gastone e Alziro festeggiano dopo la riuscita della Spedizione alpinistica in Mongolia 1992.

Gianni a mezzanotte sulla cima Tasiilaq raggiunta insieme e Fabio Delisi e i due

Inuit Ane Kuitse e Ferdinan Maqe

L'accoglienza ricevuta  dagli Uriankhai degli Altai e dai Kasaki in Mongolia  resterà per sempre nel mio cuore.

1974*Groenlandia Orientale*Partecipanti alla Spedizione alpinistico esplorativa:
Elziro Molin Poldedana, Alberto Berti, Claudio De Zordo, Eraldo Pais Becher, Giuseppe Macchietto, Giuseppe Barbieri, Enzo Lancellotti e Gianni Pais Becher.
Nella zona compresa tra il ghiacciao Karale ed il Ghiacciaio Knud Rasmussen abbiamo salito molte cime inviolate e percorso alcuni ghiacciai sconosciuti.